|

RINVIATO PER PIOGGIA
Franco Corti
338/7671797
frank.c51@aliceposta.it
Oppure a
Guido Platania
Tel 334/6975885
-
gp@helponline.it
|
DOMENICA 18/1/09
DA FRAMURA A BONASSOLA
Sono ormai
diversi anni che apriamo le nostre escursioni camminerecce con una
passeggiata in Liguria. Infatti Gennaio è
abitualmente un momento mite nonostante la stagione ed è abbastanza facile
trovare bel tempo.
Questa volta
Franco, conoscitore di buona aprte dei percorsi italiani, ci ha proposto
Framura con una delle diverse passeggiate che questo posto offre. Tra le
diverse abbiamo individuato il sentiero che da Framura porta a Bonassola.
Sono nominalmente 3 ore (chi mi conosce sa che per
me ne quoto 5). Massimo dislivello 200m. Pranzo al
sacco.
Se siamo in
numero adeguato il sistema migliore è la macchina
per raggiungere Framura. Da lì a piedi fino a Bonassola
lungo un sentiero a mezza costa. Una volta arrivati prendiamo il primo
treno che ci riporti a Framura. E’ possibile, per chi vuole, andare in treno,
ma il percorso è lungo in quanto richiede dei cambi.
Il costo a livello individuale è contenuto, ma
rispetto ad una macchina piena è anche superiore.
Qui di seguito
alleghiamo una sintesi del percorso e della città di Framura.
Si
tratta di una gita tra amici
con
suddivisione delle spese, itinerario libero
|
Programma di massima
Macchina –
8.30 – Ritrovo alla MM di Famagosta
11.00 Arrivo a Framura e partenza
16.00 Arrivo Bonassola
16.40 Partenza treno da Bonassola per Framura
17.00 Partenza da Framura per Milano
Treno –
7.00 Ritrovo stazione centrale
7.15 Partenza per Framura
10.44 Arrivo a Framura
16.43 Partenza treno per Milano
Spesa prevista –
Macchina, suddivisione spese. Circa 38 € a macchina solo andata
Treno, dipende dal treno. Minimo 12 euro a testa solo
andata
Pranzo di base al sacco
|
|
“Framula quasi ferra mula, perché le vie sono aspre e sassose…”
Così scrive nel 1537 Agostino Giustiniani riprendendo l’interpretazione
toponomastica data da Jacopo Bracelli qualche decennio prima. Forse Dante ha
presente la nostra costa quando dice “Tra Lerice e Turbia la più diserta, la
più rotta ruina...”. Vediamola, questa rotta ruina. Le falesie del
Porticciolo ed Apicchi alle quali si abbarbicano nelle valli più incise
impenetrabili leccete, poi una lunga spiaggia, poi un’insenatura scavata
nella verde serpentinite, ed infine scogliere di giganteschi cuscini di lava
rossa, estrusi milioni di anni fa migliaia di metri sotto il livello del
mare. Ed è l’incontro tra rocce di origine ed aspetto così diversi a rendere
unica la selvaggia bellezza del litorale. Ma risalendo dal mare il paesaggio si fa di
un’infinita dolcezza. Incontreremo l’ulivo e la vite, ma anche il fico e il
limone e ovunque si trovi acqua una miriade di orti, spesso minuscoli. Ed
infine, nella conca di monte Serro, un maestoso castagneto, l’unico in tutto
il levante quasi a strapiombo sul mare.
|
|
Ideale punto di confine tra
la Liguria e la
Toscana Framura ha origini molto remote nel tempo, il
Castellaro sul Monte Serro tornato alla luce con scavi a partire dagli anni
'50, testimonia la frequentazione del sito fin dall'età protostorica.
Framura non esiste come nucleo, o
meglio Framura è il toponimo distintivo di un tipico aggregato ligure a nome
collettivo che riassume in unica entità cinque frazioni nettamente distinte
tra loro (Anzo, Ravecca,
Setta,
Costa,
Castagnola)
distribuite tra mare e monte.
Proponiamo un percorso alla
scoperta di questi borghi che corrisponde sostanzialmente alla mulattiera di
collegamento tra le frazioni riportata dal Vinzoni, e comprende tre crose
trasversali alla carrozzabile provinciale.
Anzo, forse l'Antion dello
pseudo-Scillace i cui gioielli ben conosciuti sono la torre di guardia
genovese (sec. XV) e la cappella di S. Maria della Neve oggi chiesa di Nostra Signora
della Neve, piacevolmente decorata secondo il gusto neogotico dell'epoca. All'interno
si conservano Cristo alla Colonna (olio su tela), databile intorno alla fine
del XVI secolo, che presenta caratteri Cambiaseschi, Cristo e La Veronica
(sec. XVIII) e una Madonna con Bambino San Giovanni Battista e San Sebastiano
(sec. XVII).
Passata la Frazione di Ravecca,
dove il tipo edilizio medioevale è ancora presente nella sua purezza-merita
anche un'occhiata la Cappella privata (Cappella Farina) dedicata ai SS.
Bernardo e Pasquale, con un piccolo altare rustico decorato da rozze protome
in stucco si raggiunge Setta, Sede Comunale, con la grande torre di guardi
genovese (sec.XV) e la Cappella di S. Rocco, la cui facciata decorata a tempera con
elementi architettonici di gusto neoclassico (seconda metà del '700) è stata
recentemente recuperata da un ottimo restauro. All'interno si conserva
Madonna col Bambino fra San Rocco e San Nicola (sec.XII-XVIII). Di fronte
alla Chiesa sul piazzale è stato posto in epoca recente un vigoroso
bassorilievo marmoreo del secolo XVI raffigurante la Resurezione.
La frazione Costa è la più rilevante dal punto di vista archeologico, storico e
artistico.
La torre di guardia di epoca carolingia (sec.IX) così come la Pieve di S.
Martino sono state oggetto di numerose ricerche. Cimaschi scrisse,
commentando su suoi studi precedenti "La Torre della Costa di Framura
rappresenta uno degli esempi più tipici di architettura militare, tanto
povera quanto ricca di fascino. Parlo di architettura "militare"
perché si trattava chiaramente, in origine,di una torre di guardia, e di eventuale
sporadica resistenza, contro incursioni che l'ubicazione e la storia della
zona fanno attribuire a scorrerie saracene. Una costruzione di straordinaria
robustezza, dallo spessore delle pareti costruite a grandi blocchi
irregolari, particolarmente imponenti nella parte inferiore e nell'impianto
di fondazione, con volte a crociera nel piano inferiore, sopportate da archi
laterali. La pianta è quadrata, a due piani non rastremati, diminuenti per
riseghe esterne con fregio a dente di sega che corre alla cornice dei due
piani. In epoca successiva- senza poter essere troppo precisi, diciamo tra il
Mille ed il Millecento alla torre fu addossata la Chiesa di San Martino, di
origine certamente monastica (probabilmente matrice S. Colombano di Bobbio),
poi sottomessa, nella seconda metà del sec. XII, alla Diocesi di Genova. Che
dalle opere murarie rese necessarie da questo collegamento, che -detto per
inciso- rappresenta un esempio architettonico molto raro in Italia (le Chiese
con il campanile affrontato sono piuttosto diffuse nella Francia del Sud),
possa essere nata la tradizione popolare che vede nel toponimo Framura il
ricordo dei "frati che murano" non può essere escluso a priori,
anche se la testimonianza erudita, ma molto tarda(sec. XV), dell'annalista Mons.
Giustiniani preferisce l'accostamento di Framura a "ferra mula, per le
sue strade aspre e sassose". Un sommario saggio di scavo, effettuato
alla fine degli anni settanta sotto il piano terreno, ha messo in luce una
tomba rettangolare a cassa, senza corredo, con copertura a lastre di ardesia,
sottostante alle fondamenta, di per sé non databile, ma del tutto compatibile
con l'eventuale attribuzione ad un momento non determinabile dell'Alto
Medioevo".
All'interno della Chiesa di San Martino si conserva uno dei capolavori di
Bernardo Strozzi "Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Carlo
Borromeo" e un pulpito in marmi policromi di età barocca che la
tradizione popolare vuole essere stato scolpito per la Cattedrale di San
Lorenzo in Genova.
Alla fine del "carruggio" della Costa punto dal quale inizia
l'itinerario nell'area protetta, si incontra l'"ospitale" di
Framura secondo da quanto risulta dalla lapide in caratteri carolini apposta
sulla facciata sarebbe opera di Giuliano de Dugo e risalirebbe al 27 dicembre
1400.
Terminato il percorso nel parco, nella Parrocchiale di San Lorenzo di Castagnola
si può ammirare la
"Deposizione" di Luca Cambiaso, questo capolavoro
è attribuito al periodo della maturità dell'artista.
|