{"id":6899,"date":"2020-04-10T11:29:57","date_gmt":"2020-04-10T09:29:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/?page_id=6899"},"modified":"2021-02-20T10:52:09","modified_gmt":"2021-02-20T09:52:09","slug":"1982-ladakh","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/1982-ladakh\/","title":{"rendered":"1982 Le Religioni dell&#8217;Asia Centrale"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #008000;font-size: 24pt\"><em><strong>Le religioni dell&#8217;Asia centrale<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14pt;color: #000000\">DAL BRAHAMANESIMO PRIMITIVO ALL&#8217;HINDUISMO DI SHIVA E VISNU&#8217;<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Nella tradizione Knshmira esistono parecchi miti e leggende che ne raccontano il passato. Il Nilamata \u00e8 un antico e famoso testo, che narra la storia di un lago, incastonato tra i monti dell&#8217;Himalaya chiamato Satisar, o lago di Sati, dal nome di una delle consorti <\/span><span style=\"color: #000000\">del Dio brahmanico Shiva, che \u00e8 appunto Sati. Questo lago era il ritrovo delle divinit\u00e0 e sulle sue rive abitavano i Santoni. Questi ultimi erano disturbati nelle loro preghiere dal demone Jalodbhava che Sati stessa dovette annientare. Sati si trasform\u00f2 in un comune sharika (un piccolo uccello) e dopo aver raccolto con il becco un sassolino, lo fece cadere sul nascondiglio del demone in fondo al lago. Il sassolino crebbe fino a divenire una montagnola che schiacci\u00f2 ed uccise Jalodbhava. Esiste una collinetta a nord di Srinagar che si dice essere la stessa che uccise il demone. I Kashmiri la chiamano sharika-parbat, il colle dell&#8217;uccellino. Le acque del lago si ritirarono per volere di Shiva, secondo alcuni, di Vishnu, secondo altri. I pi\u00f9 antichi re del Kashmir furono hind\u00f9. Tutti gli hind\u00f9 nativi <\/span><span style=\"color: #000000\">del Kashmir sono brahmani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Brahma, il Creatore, \u00e8 sorto forse nel tentativo di superare l&#8217;ostilit\u00e0 che divideva i seguaci di Vishn\u00f9, Dio conservatore dell&#8217;Universo, da quelli di Shiva, Dio Distruttore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">La religiosit\u00e0 hind\u00f9 aggiunge alla certezza della nascita o della morte, le regole del Karma, cio\u00e8 la legge per la quale ogni fedele <\/span><span style=\"color: #000000\">sa che la rinascita \u00e8 certa e che avr\u00e0 un peso, nella vita futura, u<\/span><span style=\"color: #000000\">n giudzio sulle sue azioni compiute nella vita precedente. I buoni ricompariranno al vertice della scala sociale, i malvagi tra i fuoricasta o gli animali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Le Divinit\u00e0 amano i sacrifici, come gli uomini amano i doni e gli amori, e gli Dei del Pantheon hind\u00f9 sono visti dagli indiani in una misura e dimensione simile a quella dei comuni esseri umani: ne hanno gli stessi umori e desideri, soffrono la fame e la sete, hanno desideri carnali. unica differenza il corpo: non avendo vestito corporeogli Dei non sono esposti al pericolo del decadimento e della morte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">All&#8217;interno delle Caste e della comunit\u00e0 dei villaggi, la famiglia rimane la struttura pi\u00f9 salda. E&#8217; la pi\u00f9 gelosa ed intransigente depositaria della tradizione. Il pi\u00f9 importante dei rituali domestici \u00e8 il sacrificio agli Antenati, con offerta di riso cotto e libagioni d&#8217;acqua. Questa cerimonia (sradda) ha luogo per la prima volta poco dopo la morte, \u00e8 spesso complicata e costosa. Dopo la prima sono sufficienti cerimonie quotidiane pi\u00f9 semplici, che devono essere compiute dal figlio maschio maggiore del defunto. Spesso le offerte quotidiane di fiori, incenso e cibo vengono fatte su piccoli altari dedicati ad uno degli Dei pi\u00f9 importanti.&nbsp; Questo semplice rituale (puja) ha largamente sostituito i sacrifici pi\u00f9 elaboratitipici del brahmanesimo primitivo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Al tempio, centro del culto della comunit\u00e0, i sacerdoti preparano le offerte quotidiane alle divinit\u00e0 pi\u00f9 importanti: Brahma, il Creatore, Vishnu, il Conservatore, Shiva. il Distruttore, Indra, personificazione dell&#8217;Energia racchiusa nella tempesta, un eroe amante de bere, spesso ubriaco, Kali, la nera, divinit\u00e0 Terrifica della morte, inghirlandata di teschi umani. Spesso si recitanoi testi sacri, si leggono brani dei Veda o del Bhagavad Gita o raccolte posteriori di miti e leggende locali. I Sacerdoti del tempio pi\u00f9 rinomato della zona vengono incaricati di impartire l&#8217;educazione religiosa ai giovani delle Caste Superiori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Milioni d1 divinit\u00e0, altrettanti fedeli, che abbandonano la famiglia, moglie e figli, si spogliano di ogni ricchezza e di ogni passione e <\/span><span style=\"color: #000000\">&nbsp;dedicano interamente se stessi alla ricerca della verit\u00e0. Sulle strade, nelle campagne, tra le rovine dei templi, chiusi nella loro meditatione, immobili al sole o nell&#8217;ombra pi\u00f9 profonda. <\/span><span style=\"color: #000000\">Vestiti di stoffe povere, talvolta completamente nudi, o con la pelle ricoperta di cenere grigia incrostata dal sudore. Meditazione, preparazione alla morte, rinuncia alla vita, ricerca morbosa di una sofferenza fisica, per motivi che sfuggono alla ragione, ma pure ad un senso religioso.<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000;font-size: 14pt\">DALL&#8217;HINDUISMO ALL&#8217; ISLAMISMO<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">I bhatta (hind\u00f9 Kashmiri) vivono a fianco coi musulmani in tutte le citt\u00e0 ed in quasi tutti i villaggi del Kashmir. Tra loro non si sposano <\/span><span style=\"color: #000000\">non mangiano. I bhatta considerano tutti i mussulmani impuri, sebbene non allo stesso grado. I pastori, gli orafi e i latifondisti musulmani sono meno impuri dei macellai, dei conciatori di pelle e degli spazzini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">N\u00e9 oggi, n\u00e8 tantomeno nei secoli passati, alcun rapporto sembra poter legare e fondere il mondo musulmano, retto dalla semplice parola del Profeta (Maometto), e il mondo indiano, apparentemente disordinato ed <\/span><span style=\"color: #000000\">ambiguo, dove tutto \u00e8 vero e insieme falso, dove attraverso il <\/span><span style=\"color: #000000\">gioco dei simboli e dei miti, l&#8217;unicit\u00e0 di Dio viene frantuma in un esercito di idoli, e ogni forma di culto pu\u00f2 rendere omaggio alla pura essenza dell&#8217;eterno. In complesso l&#8217;islamismo bench\u00e9 corrotto negli strati inferiori dall&#8217;animismo, si mantenne puro e rigido. Gli edifici musulmani, famosi per la loro austera architettura, esprimono il <\/span><span style=\"color: #000000\">puro e difficile monoteismo dei loro costruttori. Essi esprimono un gradevole contrasto con gli edifici sacri hind\u00f9, talvolta grossolani e <\/span><span style=\"color: #000000\">spesso sporchi. Eppure, sul piano sociale, la salda visione mussulmana della vita e del mondo non tarda a incrinarsi nell&#8217;accettare un sempre maggior contatto con la realt\u00e0 indiana. Insensibilmente ed inconsciamente, i musulmani adottano la rigida scala sociale ind\u00f9, anzich\u00e9 abolirla secondo la predicazione di Maometto. Il tumultuoso&nbsp; confondersi dei due mondi \u00e8 qui peculiare. Particolare il colore degli abiti e dei palazzi (musulmani), la loro preghiera o il grido dei mercanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il punto di partenza del pensiero musulmano \u00e8 il Corano, il suo insegnamento \u00e8 essenziale: l&#8217;unit\u00e0 della divinit\u00e0, la totale dipendenza dell&#8217;uomo da Dio, la necessit\u00e0 del Profeta. Dio \u00e8 grande e potente, creatore del cielo e della terra, padrone dell&#8217;universo: tutta la natura obbedisce ai suoi ordini. Egli \u00e8 il primo e l&#8217;ultimo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il culto musulmano \u00e8 semplice e dignitoso, segue una linea fissa di posizioni e di preghiere vocali: il ciclo comprende cinque &#8216;ore&#8217; alba, mezzogiorno, met\u00e0 pomeriggio, tramonto, sera prima di coricarsi. I fedeli non si scoprono il capo, ma si tolgono le scarpe o i sandali e dopo alcuni rituali si allineano con la faccia in direzione della Mecca, mentre l&#8217;officiante si pone un poco avanti a loro, al centro della fila. L&#8217;individuo per pregare nel tempo stabilito interrompe il suo lavoro, spiega la propria stuoia e compie da solo le medesime devozioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il contatto tra induismo e islamismo cre\u00f2 una mentalit\u00e0 a mezza via tra quella hind\u00f9 e quella musulmana, scrive un tessitore musulmano <\/span><span style=\"color: #000000\">chiamato Kabir, che si un\u00ec al maestro hind\u00f9 Ramananda :<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Non \u00e8 col digiuno, n\u00e9 ripetendo le preghiere ed il credo, che si giunge al cielo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;font-size: inherit;text-align: justify\">Il sacro velo de]. tempio della Mecca \u00e8 il<\/span> cuore dell&#8217;uomo, se egli sa la verit\u00e0<\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;font-size: inherit;text-align: justify\">La tua mente sia la tua Kaaba, il tuo corpo il suo tempio interno<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;font-size: inherit;text-align: justify\">La coscienza il primo dei suoi maestri &#8230;. sacrifica l&#8217;ira, il dubbio e la malignit\u00e0<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;font-size: inherit;text-align: justify\">Sia la tua pazienza a pronunciare le cinque preghiere<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;font-size: inherit;text-align: justify\">Hind\u00f9 e musulmani hanno lo stesso Signore<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000;font-size: 14pt\">Il BUDDHISMO MAHAYANA DEI LAMA.<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il buddhismo mahayana nella forma tibetana, pi\u00f9 noto come lamaismo, <\/span><span style=\"color: #000000\">si svilupp\u00f2 nel terzo sec. A.C., nell&#8217;India settentrionale e nel Tibet. Tra le valli e le colline pre-himalayane si innalzarono decine e decine di monasteri dove stupa, templi e gigantesche immagini del Buddha, scolpito su pareti di roccia, continuano a testimoniare la fede dei pellegrini di un tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Si racconta che il principe Gautama (fondatore del buddhismo) in <\/span><span style=\"color: #000000\">quattro diverse occasioni gli capit\u00f2 di vedere prima un vecchio, poi <\/span><span style=\"color: #000000\">un malato, poi ancora un morto e infine un monaco. Queste immagini dell&#8217;infelicit\u00e0 umana e della pace lo portarono a riflettere profondamente sul significato dell&#8217;esistenza. Si un\u00ec ad un gruppo di asceti della foresta e si macer\u00f2 in penitenza feroce, fino a ridursi uno scheletro e a cibarsi dei propri escrementi. Ma in queste irrazionali rinunce non trov\u00f2 la chiave che risolve il dramma dell&#8217;esistenza umana. Attraverso una profonda meditazione in posizione seduta con le gambe incrociate (posizione del loto) raggiunse la perfetta serenit\u00e0 della mente, attraverso la quale pass\u00f2 all&#8217;onniscienza, per aprirsi poi alla consapevolezza della verit\u00e0 estrema.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">La vita affonda le sue radici nel dolore; ci si pu\u00f2 liberare dal dolore solo distruggendo i desideri di cui \u00e8 intessuto ogni nostro atto ed <\/span><span style=\"color: #000000\">ogni nostro sentimento. Allora non scompariranno le malattie, la vecchiaia<\/span><span style=\"color: #000000\">la morte e la povert\u00e0, ma il saggio non soffrir\u00e0 per loro causa.&nbsp; In tal<\/span><span style=\"color: #000000\"> modo riuscir\u00e0 a spezzare la ruota incessante&nbsp; delle reincarnazioni mossa dal desiderio ed intrisa di dolore. Solo allora l&#8217;uomo si sentir\u00e0 liberato da tutto ed al momento della morte egli potr\u00e0 annullare nello stato del Nirvana la propria apparenza individuale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Il Buddismo non ha mai usato la forza per imporsi; \u00e8 stato tollerante nei<\/span><span style=\"color: #000000\"> confronti di altri modi di pensare ed ha inserito nell&#8217;ambito della propria filosofia tratti<\/span><span style=\"color: #000000\"> peculiari di altre fedi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">Qualche tempo dopo la morte di Buddha, la prima comunit\u00e0 (sangha) si s<\/span><span style=\"color: #000000\">uddivise in due: un gruppo sosteneva che le parole di Buddha dovessero essere considerate autorit\u00e0 assoluta&nbsp; (hinayana) l&#8217;altro ribatteva <\/span><span style=\"color: #000000\">che ci\u00f2 che aveva inteso&nbsp; dire era pi\u00f9 grande di ci\u00f2 che aveva detto (mahayana). L&#8217;hinayana \u00e8 considerato un piccolo veicolo che pu\u00f2 portare in salvo attraverso il mare tempestoso della vita un passeggero solo; il mahayana \u00e8 il grande veicolo, perch\u00e8 nella sua barca il santo pu\u00f2 trasportare altre anime.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">I buddisti del Tibet credono che il dentino degli esseri umani sia un interminabile e miserando <\/span><span style=\"color: #000000\">ricorso di continue reincarnazioni. Nulla, \u00e8 duraturo, e la sofferenza dilaga. Per ottenere l&#8217;estinzione delle passioni umane, causa della sofferenza, praticano una combinaziono di rituali e di meditazione: secondo una teoria lamaista, due correnti nervose assieme in un canale centrale, seguono la colonna vertebrale a partire dal muladhara e raggiungono la regione della ghiandola spinale in un punto chiamato sahashrara. L&#8217;Energia psichica che ha sede nel muladhara si chiama kundalini. Il canale \u00e8 generalmente chiuso, per impedire a kundalini di risalire verso il bulbo sahashrara. Un grido vuota questo canale per far s\u00ec che l&#8217;energia psichica concentrata nel tronco possa salire fino alla sommit\u00e0 del cranio; se questa energia scende in basso essa inclina l&#8217;uomo al male ed alla reincarnazione, al <\/span><span style=\"color: #000000\">ciclo infernale delle nascite e delle morti; se questa energia sale prepara l&#8217;uomo all&#8217;Illuminazione. Cos\u00ec, un iniziato pu\u00f2 guidare verso il cervello e di l\u00e0 verso<\/span><span style=\"color: #000000\"> l&#8217;empireo l&#8217;anima di un defunto ancora prigioniera del corpo. Questo procedimentco \u00e8 in grado di fornire all&#8217;iniziato tutti i poteri misteriosi di cui godono i grandi Lama, compresa la lievitazione, in attesa. dell&#8217;Illuminazione.&nbsp; <\/span><span style=\"color: #000000\">E&#8217; un buddhismo irto di astrusi simbolismi (tantrico) e si compiace delle pi\u00f9 complesse esperienze yoga e non disdegna neppure tecniche <\/span><span style=\"color: #000000\">di liberazione basate&nbsp; sullo scatenamento dei sensi e dell&#8217;erotismo. Sono i riti arcaici del mondo tibetano cos\u00ec estranei agli insegnamenti razionali e lineari dell&#8217;antico maestro a dirci quanto influsso sul&nbsp; buddhismo locale ebbero i culti magici di preesistenti credenze animistiche. Credenze che hanno condizionato la mentalit\u00e0 di un popolo, dove da sempre fermentano le paure di divinit\u00e0 terribili, demoni, angeli, mostri, da chiamare in aiuto o esorcizzare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">In molte regioni del Tibet si considera normale che i ragazzi entrino in monastero in giovane et\u00e0, e talvolta in et\u00e0 infantile a quattro <\/span><span style=\"color: #000000\">o cinque anni. Come novizi, potranno apprendere a leggere e a scrivere, ed a officiare perfettamente le cerimonie rituali, il cui nucleo essenziale \u00e8 il canto dei sacri testi. Molti terminata la prima educazione, fanno ritorno alle loro case; altri continuano a studiare teologia e ad approfondire l&#8217;arte della meditazione e dell&#8217;alta liturgia. Quelli che raggiungono un livello sufficientemente elevato diventano maestri e vengono chiamati Lama. Mirano tutti a una condotta di vita ascetica, e pi\u00f9 alto \u00e8 il grado raggiunto da un monaco e pi\u00f9 rigorosa \u00e8 la sua disciplina. <\/span><span style=\"color: #000000\">Ci sono sacerdoti locali ai quali \u00e8 consentito sposarsi, e che si occupano dei riti e delle cerimonie di tipo magico, con cui allontanano la grandine, le malattie e altre disgrazie.&nbsp; <\/span><span style=\"color: #000000\">Nei monasteri si coltivano da secoli tutte le arti: la pittura, la scultura, la letteratura. I monaci non riserbano solo a se stessi <\/span><span style=\"color: #000000\">questi tesori di cultura, terminate le cerimonie religiose, nei villaggi in occasione di festivit\u00e0 e celebrazioni locali i monaci indossano maschere e costumi ed eseguono fantastiche&nbsp;<\/span><span style=\"color: #000000\">danze accompagnate <\/span><span style=\"color: #000000\">dalla musica di&nbsp; trombe, oboe e tamburi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a href=\"http:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/traverso-maurizio\/\">Maurizio Traverso<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":60,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0},"ppma_author":[283],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6899"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/60"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6899\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.angolodellavventura.com\/angolonuovoitalia\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=6899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}