L’Angolo dell’Avventura - Sezione di Besnate

     

MINIERA D’ORO DELLA GUIA - MACUGNAGA

20 Settembre 2009

 

Per questa gita di fine estate è stata scelta una località vicina, Macugnaga, ai piedi del Monte Rosa ed a circa 100 km da Besnate, onde permettere una comoda levata mattutina per iniziare ad introdurci ai ritmi autunnali, con un programma che ancora prevede la camminata, seppur contenuta, ma indugia anche alla buona tavola come corollario alla visita della Miniera d'oro della Guia. Per un'iniziale conoscenza della stessa, si riporta in calce alla presente il contenuto del volantino illustrativo della miniera.  Il viaggio sarà effettuato con mezzi propri, formando gli equipaggi delle auto al momento della partenza da Besnate. L’itinerario seguirà l'autostrada dei Laghi in direzione di Sesto Calende, proseguendo poi sulla A26 per Gravellona e la superstrada  del Sempione fino a Piedimulera, dove inizia la provinciale della Valle Anzasca, che si risale per tutta la valle fino a Borca. A 100 metri dal cartello indicante la località Borca, all'uscita di una doppia curva a gomito ed all'altezza della prima casa Walser (il Museo), bisogna girare stretto a destra e proseguire, tenendo la destra, per altri 200 m., fino al piazzale della miniera, dove ci attende la visita guidata, della durata di un'ora circa.  Al termine della visita si proseguirà lungo il sentiero che parte dal piazzale stesso e costeggia il torrente,  portando in mezz'ora  al pianoro del laghetto artificiale delle Fate, in Val Quarazza, dove ci attende la Baita dell'Alpino ed un tipico pranzo con specialità locali, prenotato per le ore 13. Dopo pranzo camminata digestiva di 45 minuti sino  al pianoro sovrastante il tratto in cui il torrente forma delle suggestive marmitte dei giganti. Poco oltre  la città morta, che come indica il nome è un'altra miniera dismessa. Se il tempo è bello, sarà piacevole sostare a prendere il sole. Per quanto tempo? per il tempo necessario a completare la digestione o anche più a lungo, per chi preferisce il sole alla continuazione del percorso. Il programma per gli amanti del cammino prevede invece la discesa per una comoda strada sterrata  a Isella e la prosecuzione sino a Staffa (1 ora), con attraversamento della bella piazza del paese, per prendere poi un breve sentiero che porta al nucleo più antico delle case Walser, con la chiesetta ed il Tiglio secolare, vanto della comunità, da dove si vede la parete Est de Monte Rosa (10 minuti). Con la scusa di vedere uno dei sette forni per la pianificazione della zona, si può proseguire sino al Pecetto, dove in una pasticceria attigua ad un vecchio forno fanno una cioccolata molto buona (altri 10 minuti). Mentre i golosi se la godono, un'auto lasciata appositamente al parcheggio di Pecetto porterà gli autisti a recuperare le auto per il rientro a Besnate, previsto entro le ore 20.00. Tutte le spese saranno gestite con cassa comune e il costo previsto sarà di circa 25-30 Euro, comprensivo di pranzo, visita guidata alla miniera e assicurazione responsabilità civile.

 

ATTREZZATURA

Scarponcini leggeri, maglione, K-way, giacca a vento, eventualmente costume da bagno, per un tuffo nel torrente (vediamo chi ne avrà il coraggio). Gradita qualche bottiglia di vino per integrare con discrezione il vino della baita.

 

1° RITROVO  :  Domenica 20 Settembre  -  ore 8.30  -  davanti alla Biblioteca di Besnate

                               

2° RITROVO  : Domenica 20 Settembre  -  ore 9.45  -  a Piedimulera, inizio salita Valle Anzasca

 

3° RITROVO  : Domenica 20 Settembre  -  ore 10.30  -  a Borca, al piazzale della miniera

 

RITORNO      :  Previsto a Besnate entro le ore 20.00 di Domenica  20 Settembre

 

ORGANIZZAZIONE TECNICA « VIAGGI NEL MONDO » SRL

Il partecipante dichiara di aver preso attenta visione delle Condizioni Generali di Partecipazione ai viaggi pubblicate sul sito internet: www.viaggiavventurenelmondo.it e sulla rivista  Avventure nel Mondo

 

N.B.   La gita viene effettuata con la collaborazione di tutti i partecipanti, che costituiscono un gruppo autogestito, in cui non esistono "clienti" e "prestatori di servizi", ma ognuno contribuisce liberamente alla buona riuscita dell’escursione. Ricordiamo che per le gite in montagna, al di fuori di sentieri attrezzati, non abbiamo al momento alcuna copertura assicurativa ed ognuno si assume spontaneamente la responsabilità della propria partecipazione, scaricando i promotori delle iniziative di ogni responsabilità per qualsiasi inconveniente o incidente che potrebbe verificarsi durante tutta la durata dell'escursione. La partecipazione è gratuita e le eventuali spese saranno gestite con cassa comune.   Quanti non condividessero quest’impostazione sono vivamente pregati di  non  iscriversi alle nostre escursioni.

 

 

ANTICA MINIERA AURIFERA DELLA GUIA

 

In località Guia, di fronte al Museo Walser di Borca, si trova la prima miniera d'oro dellae Alpi riaperta ai turisti. Tra le miniere ossolane quelle di Pestarena e Macugnaga sono le miniere auriferie più importanti d'Italia, ma i filoni sono numerosi in tutta la Valle Anzasca,in valle Antrona, vicino a Crodo e sopra Pieve Vergonte. La tradizione vuole che i primi a ricavare l'oro dall'alta valle Anzasca siano stati i Romani o addirittura i Celti. Tra il '700 e l'800 in pieno boom aurifero, la Valle Anzasca conobbe la nuova colonizzazione. Nel '700 lo sfruttamento fu molto intenso: un migliaio di operai, ossolani, canavesi, vallasani, tirolesi, bergamaschi, bresciani. L'oro si trova in pepite, ma era presente come impurità nei minerali di pirite e di quarzo. La sua estrazione costava fatica. Per arrotondare le magre entrate le famiglietruturavano il minerale grezzo sottratto in miniera o preso in vene abbandonate, fino a ridurlo in pasta usando i "molinetti ad acqua" , lo lavavano e amalgamavano le pagliuzze d'oro con il mercurio, allora conosciuto come "argento vivo". Sottoterra si lavorava invece con l'esplosivo a ciclo continuo. A Pestarena i minatori scavavano in orizzontale cercando nuovi filoni, ma la "coltivazione" dei pozzi procedeva in verticale perchè le vene erano oblique. La massima produzione è concentrata tra il 1937 e il 1945 ( nel 1942 furono estratte 40.000 tonnellate di minerale grezzo, con un risultato finale di Kg. 408 di oro puro: Sei anni più tardi addirittura 580 Kg.). Negli anni '50 l'attività estrattiva dava ancora lavoro a 300 operai, ma poi le tecnologie obsolete e la concorrenza straniera portarono alla chiusura delle miniere, nel 1961.